Una giornata di ferie, Francesco Guccini, Alessandro Manzoni…e dintorni

Piccola cronaca quotidiana, per chi ha pazienza di proseguire. Sono in ferie. Sotto casa ho l'erba altissima e devo urgentemente provvedere al taglio. Mi alzo per tempo. Faccio il piccolo chimico, miscelando olio e benzina per ottenere la giusta miscela per il decespugliatore. Vedo che nel serbatoio ce ne stava ancora un po', dallo scorso anno. Non avrebbe dovuto esserci, oltretutto era ancora la benzina che ho poi scoperto avere dei problemi. Il decespugliatore si accende bene, poi si spegne. Ancora una volta si accende e poi si spegne. E poi morto. Le provo tutte, ma nulla. Sto per demordere, poi penso di smontare il filtro dell'aria, e riesco ad accendere. Poi andrà avanti per un'ora senza problemi... Ho qualcosa di strano nella testa, ci sono cose che mi sembra di non ricordare. Ma devo sbrigarmi: oggi vado a prendere i nipoti all'asilo!!! Beh, grandi feste, vedo che son contenti. Mi fermo con loro a pranzo, ed ho la sensazione sempre più netta che qualcosa mi sfugga.
Torno a casa certo che è di nuovo accaduto, lievissimo, l'ennesimo episodio di vuoto mentale. Ma nemmeno saprei dire quando e come.

Nel pomeriggio qualcuno suona al campanello, e non viene mai nessuno. Mi chiede di scendere, scendo e poi mi pento. Un energico giovanotto che sta piazzando surgelati. Riesco a farmi incastrare. Parte un ordine di 25 euro: una inezia, forse, ma non ne avevo necessità. Stasera penso che lo bloccherò, facendo ricorso alla legge delle compravendite realizzate fuori dai locali commerciali (se ancora è in vigore). 

Esco che devo andare a comprare la motosega: dopo anni che rimando, ora son costretto a prenderla, devo fare robuste potature e tagli ad alberi secchi. Poi ho in programma altri giri, tra cui portare acqua distillata ad un amico la cui moglie stira molto... qui da me si produce molta acqua distillata, col deumidificatore spesso acceso in inverno. Passo prima dal meccanico, e qui ho la lieta sorpresa di trovare un problema al catalizzatore: da cambiare, e originale costa una cosa vergognosa a dirsi. Macchina bloccata, finché non si cambia il pezzo, che forse si trova non originale a cifre più abbordabili.

Cambio programmi! Si torna a casa a piedi. Passa il mio amico Enrico, mi vede, si ferma, mi accompagna a casa. Sto qui bloccato, inevitabile: sono un cittadino italiano di campagna, ovvero con meno tutele. Il mio cellulare spesso non ha segnale. Internet via cavo non arriva, il metano da riscaldamento non si sa cosa sia. Cittadino di serie B, con le strade rotte cui nessuno provvede (le tasse stranamente le pago intere, però).

A casa mi metto a cucinare, ascolto i Jethro Tull a volume "altino" (uno dei lussi della casa di campagna!). Mentre pelo carote penso al Guccini della mia gioventù, ai concerti cui ho partecipato. Termina (terminava?) sempre con La locomotiva, e tutti (quasi tutti!) che si alzano in piedi e protendono il pugno chiuso verso il cielo. Un segno corale di rivolta, di inkassatura verso la società ricca e ingiusta...

Sorrido tra me, e penso al "Dio che atterra e suscita, che affanna e che consola" del 5 maggio manzoniano. Con tutte le botte in testa che ho preso, questa di stasera è una vera inezia, però fa! Ma rido, rido dentro. Non mi cambia nulla, devo solo riorganizzarmi un attimo... come al solito non posso non pensare ai tanti amici e amiche che vivono situazioni ben più complesse. Relativizza, caro Paolo, relativizza! Un altro passo verso la vetta: la salita prosegue!


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